Solo eventi virtuali: ma l’edizione 2020 del Jazz Day non si ferma

«Questi sono tempi senza precedenti per i cittadini del mondo e siamo molto grati per il supporto, la comprensione e la collaborazione della nostra comunità del Jazz Day – ha dichiarato Herbie Hancock ambasciatore dell’Unesco e co-presidente dell’International Jazz Day – Armati di ottimismo, pazienza e grazia, affronteremo queste sfide come famiglie, comunità, paesi e come un mondo unito più forte. Ora più che mai, uniamo le forze e diffondiamo l’etica del movimento globale del Jazz Day in tutto il pianeta e usiamo questa come un’opportunità d’oro per l’umanità di riconnettersi, specialmente nel mezzo di tutto questo isolamento e incertezza».

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JAZZ DAY CAPITOLINO

 

Era il 30 Aprile del 2015 quando il Comité Européen des Journalistes ha portato per la prima volta nel centro storico capitolino un evento inserito nel calendario ufficiale dell’International Jazz Day.

L’appuntamento a Piazza Navona per celebrare questa giornata istituita dall’Unesco per onorare questo straordinario genere musicale nato all’inizio del ‘900 nel Sud degli Stati Uniti e poi diffusosi velocemente e ovunque nel mondo, ha riscosso uno straordinario e inatteso successo.

Sin dalla prima edizione organizzata sotto la direzione artistica di Massimo Gazzè e con il Patrocinio del Municipio Roma I Centro  l’iniziativa ha voluto rendere omaggio al Jazz quale strumento di dialogo interculturale, di unificazione e di coesistenza pacifica. 

Un giorno speciale per rendere consapevole il mondo delle virtù della musica jazz come strumento di cultura ed educazione, come motore di empatia, dialogo e cooperazione tra i popoli. In questa speciale giornata governi e organizzazioni, la società civile, le istituzioni e i cittadini di tutti i paesi del mondo uniscono le forze per promuovere la musica e, più in generale, il suo contributo alla costruzione di società inclusive.

La storia del Jazz fa infatti parte della storia della lotta per il progresso della civiltà, per la pace e la democrazia, per il rispetto dei diritti umani e la libertà di espressione.

Il jazz ha dato ritmo e forza alle lotte contro la discriminazione razziale e i diritti civili e l’UNESCO crede molto nel potere del Jazz come forza per la pace, il dialogo e la comprensione reciproca ed è per questo che nel novembre del 2011 ha proclamato il 30 aprile quale “Giornata internazionale del Jazz”.

Promosso insieme a CULTUR+ unitamente a Confimprese Turismo Italia Confapi Turismo Lazio dal 2018 il Jazz Day Capitolino si svolge a La Griffe, il luxury hotel in Via Nazionale che nella sua splendida terrazza panoramica ospita il ristorante condotto da un grande appassionato di Jazz, lo Chef Andy Luotto, celebre attore, cantante e conduttore televisivo di origini newyorkesi e romano d’adozione. Lo Chef Luotto orienta la sua barra di navigazione verso una “cucina povera”, in bella vista, rigorosamente al passo con le delizie di stagione. Non solo attenzione, ma una maniacale ricerca e selezione di grande materia prima italiana. Freschezza assoluta, e poi tanta creatività nellìinterpretare la tradizione.

Alla domanda “qual è il tuo piatto preferito?” Andy non tentenna neanche un nanosecondo: «Lo spaghetto al pomodoro! Il piatto più buono del mondo». Assolutamente da non perdere come la sua rivisitazione della Carbonara. Agli ingredienti, che restano gli stessi della tradizione, ci aggiunge piccoli bocconcini di ventresca di tonno, un vero spettacolo! Tra i grandi protagonisti di “Quelli della Notte“, nell’indimenticabile trasmissione di Arbore che conquistò trasversalmente il pubblico televisivo italiano, Andy era lo Sceicco Hammand. Insieme a Maurizio Ferrini, Riccardo Pazzaglia, Nino Frassica, Marista Laurito, Simona Marchini, furono protagonisti di una stagione veramente rivoluzionaria che ha segnato la storia della televisione. «Chi dice oggi che quella trasmissione è vecchia e fuori dai tempi – ci tiene a sottolineare Renzo Arbore – è un cretino. Sarebbe come dire che il jazz è musica del passato». Il Jazz è invece non solo il presente ma è anche uno strumento in grado di disegnare un futuro migliore. 

TONY FORMICHELLA

Sempre presente, anche in quella purtroppo solo virtuale del 2020, Tony Formichella è special guest di ogni edizione del Jazz Day Capitolino. Un personaggio straordinario e decisamente fuori dal comune, uno dei sassofonisti di maggior rilievo nel background musicale jazz degli anni ’70. Un artista dalla marcata originalità che nella sua movimentata ed avventurosa vita è stato protagonista della versione italiana della mitica commedia musicale “Hair“, a capo di varie big band in Sudamerica e negli Stati Uniti oltre ad aver affiancato dal vivo e in studio di registrazione noti personaggi della musica italiana tra i quali Rino Gaetano, Antonello Venditti e Little Tony. Formichella, che tra l’altro ha realizzato la colonna sonora del film di Carlo Verdone “Maledetto il giorno che ti ho incontrato” assieme al cantante Harold Bradley, fondatore dello storico Folkstudio di Roma, che in ogni edizione offre al pubblico capitolino uno straordinario concerto incentrato esclusivamente sulla musica originale da lui composta.

Come da tradizione il Jazz Day Capitolino è una maratona che inizia nel pomeriggio per durare fino a notte fonda. Infatti è partito alle ore 18:00 con la speciale proiezione nella Sala Hugo di The Jazz Singer, il film del 1927 che segna l’inizio dell’era del cinema sonoro, inserito dall’American Film Institute nella classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Alle 19:30 il vernissage della Intercultural Art Exhibition che ha proposto la mostra dell’artista Mokodu Fall che espone opere che evocano icone della cultura africana e americana diventate patrimonio di tutta l’umanità. Figlio di un diplomatico senegalese esordisce negli anni ’90 come disegnatore e vignettistica politico per la rivista “Afrique Economique” e “Le Débat”, per poi dedicarsi esclusivamente alla pittura, che indaga in particolare nel figurativo e nel ritratto. Nel suo percorso si sofferma in particolare sulle personalità che hanno contribuito allo sviluppo dello spirito interculturale e della pace nel mondo. Oggetto delle sue tele sono infatti icone entrate nell’immaginario collettivo universale, da Nelson Mandela a Barack Obama, esempi di vita che hanno ispirato la cultura delle giovani generazioni africane come Cheikh Anta Diop e Leopold Sedar Senghor, un universo di musicisti come Ray Charles Bob Marley fino a Youssou Ndour e Fela Anikulapo Kuti e molti altri. Mokodu, ispirato da queste illustri personalità, crede profondamente nel potere della musica come mezzo per diffondere la pace e l’unità in tutto il mondo. L’artista ha partecipato a numerose esposizioni internazionali, dalla Fiera d’Arte Africana in Francia del 2015 alla Biennale Dak’art in Senegal nel 2016 e le sue opere sono entrate a far parte di numerose collezioni private in Africa, America e in Europa.

Armonia, sentimenti e accordi che formano una linea d’onda comune. Dalle ore 20:30 musica e arte hanno continurto a contaminarsi nel Jazz Day Capitolino grazie ad 8 artisti contemporanei, Norberto Cenci, Giovanna Gandini, Metello Iacobini, Michel Patrin, Elisabetta Piu, Gabriella Sabbadini, Marzia Gandini e Simona Sarti che hanno brillantemente interpretato con il loro “FA RE Arte” attraverso una installazione di lavori eseguiti su spartiti e posti su legii nella terrazza con vista mozzafiato sulla Cità eterna.

Dopo il concerto del quartetto capitanato da Formichella collegamento in live streaming con l’All-Star Global Concert che ha concluso la splndida serata. 

IJD2016

wHITE HOUSE

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama inaugura l’International Jazz Day 2016

WASHINGTON 2016

«Il Jazz è sempre stato dove le persone si incontrano, per superare divisioni apparentemente incolmabili. Prima ancora che nelle scuole e nello sport è stato il Jazz a superare le discriminazioni in America e in tutto il mondo – ha dichiarato Barak Obama, il primo presidente afroamericano della storia degli Stati Uniti che in occasione dell’International Jazz Day 2016 ha trasformato la Casa Bianca in un Jazz-Club – Una musica che parla a quel qualcosa di universale che appartiene all’umanità, all’irrequietezza che si agita ogni anima, al desiderio di superare le frontiere».

Il Jazz abbatte le barriere e incoraggia la tolleranza e la comprensione reciproca, il Jazz è un vettore di libertà di espressione, il Jazz è un’arte di improvvisazione e di ascolto dell’altro, incoraggia l’innovazione artistica e l’inclusione di forme musicali tradizionali nella modernità.

CubA 2017

«Il Jazz è ormai diventato una forza universale in grado di cancellare confini e annullare distanze e differenze» come ha sottolineato il celebre attore Will Smith che ha presentato l’All Star Concert del 30 aprile a Cuba, che ha scelto di concludere con l’inno di pace “Imagine” firmato da John Lennon.

SAN PIETROBURGO 2018

L’All-Star Global Concert si è svolto nello storico teatro Mariinsky a conclusione di una intesa settimana di eventi che hanno coinvolto tutta la meravigliosa città russa. 

MELBOURNE 2019

Per la prima volta l’All-Star Global Concert sbarca nell’emisfero australe con una magnifica serata ospitata nella splendida cornice architettonica dell’Arts Centre di Melbourne.  

Event

NEXT JAZZ DAY 

Jazz Day Capitolino | Roma 30 Aprile 2021 | 18:00 – 24:00 

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2021 Tour

I protagonisti della scena jazz capitolina in viaggio per l’Europa

Apr 30

ROMA, Italia

May 22

MADRID, España

Jun 25

PARIS, France

Jul 24

LAUSANNE, Suisse

Aug 20

BARCELONA, Catalunya

Sep 18

BRUXELLES, Belgique

Oct 16

BUCUREȘTI, România

Nov 13

ROMA, Italia

Jazz&wine

 

 

La rassegna Jazz & Wine inaugurata il 3 agosto del 2011 nella meravigliosa cornice del Chiostro di San Pietro in Vincoli propone ogni anno un cartellone di eventi ospitati nelle più suggestive location della Città eterna.

Una rassegna a carattere internazionale dove tutto e sempre è rigorosamente all’insegna della musica e del vino di qualità. 

Ogni appuntamento rappresenta infatti una occasione per la degustazione di una selezione di vini italiani ed internazionali provenienti da Francia, Spagna, Cile, Argentina, Stati Uniti, Sud Africa, Nuova Zelanda e Australia.

L’idea della rassegna non è solo quella di alimentare il connubio tra musica e vini, ma anche di rilanciare la diffusa consuetudine di inizio secolo quando la proiezione di silent movies veniva accompagnata dalla musica dal vivo, eseguita di solito da un unico pianista fino ad accogliere proprio sotto lo schermo una vera e propria orchestra sinfonica.

La stessa storia dell’Estate Romana è segnata dal grandioso evento organizzato da Renato Nicolini che ha visto partecipare oltre 8mila persone, tra le quali appositamente giunti da Parigi per l’occasione Jack Lang, l’allora ministro della cultura francese accompagnato da Madame Mitterand. Un evento all’insegna della cultura partecipata caratterizzato dalla proiezione del “Napoleon” di Abel Gance accompagnato dal vivo dall’Orchestra di Roma.

 

Jazz&Wine è una rassegna itinerante che negli anni si è svolta anche nella suggestiva area archeologica sotterranea dello Stadio di Domiziano dove vino e musica di qualità si gustavano nella magica atmosfera dei reperti dell’unico stadio in muratura dell’antica Roma dove peraltro, oltre ai Giochi Atletici venivano celebrate anche competizioni di musica e recitazione.

Tra i protagonisti dei concerti Jazz&Wine il grande maestro Riccardo Biseo pianista di fama internazionale tra i maggiori esponenti del jazz contemporaneo, che in campo cinematografico ha per altro scritto, arrangiato e diretto la musica di famosi film, da “Il Conte Max” di Vittorio De Sica a “La Carne” di Marco Ferreri, da “Storia di una capinera” di Franco Zeffirellifino a “L’ultimo imperatore” di Bernardo Bertolucci. Per il teatro Biseo ha lavorato con Patroni Griffi nei “Sei personaggi in cerca d’autore“, ha diretto la musica di Hamlish nel musical “Stanno suonando la nostra canzone”  per la regia di Gigi Proietti, per la versione italiana di “My Fair Lady” e di “Jesus Christ Superstar” con Carl Anderson. Ha anche scritto musica di scena per molte commedie, come innumerevoli sono le sue partecipazioni a programmi radiotelevisivi,  da Fantastico a Canzonissima,  da Mille lire al mese a Scommettiamo che?

Dallo straordinario chitarrista brasiliano Irio De Paula all’istrionico Tom Shaker,  dal giovane talento del nuovo pianismo jazz Karim Blal ai virtuosi della chitarra come Antonio Forcione e Mario Cj de Luca fino alla bravissima pianista giapponese Akiko Ushijima, una vera e propria regina dell’Hammond, autrice della originalissima colonna sonora del film “Confucius” di Fei Mu  la rassegna dal carattere internazionale non ha trascurato la scena contemporanea capitolina, da Red Pellini a Lucio Turco, da Giorgio Cuscito a Guido Giovannini.

Tra i grandi protagonisti Maurizio Urbani che è stato insignito del premio Miglior Disco Jazz del Decennio per il suo “No Hunting – Tribute to Massimo Urbani” pubblicato nel 2013 da Rai Trade Edizioni Musicali.

Oltre a Urbani e Formichella tra gli ospiti fissi della rassegna spicca anche Manlio Belpasso, artista cresciuto musicalmente insieme alla fucina capitolina con Max GazzèFederico ZampaglioneDaniele Silvestri, tastierista della prima formazione dei Tiromancino, oggi compositore e interprete di rara e raffinata eleganza, che porta nell’anima l’eco delle note dei grandi interpreti del jazz moderno,  senza strizzare l’occhio alle esigenze di mercato.

Le sue composizioni sono il naturale frutto dell’evoluzione artistica di un protagonista del suo tempo, un musicista che ben conosce le origini e la tradizione del Jazz, ma che non si accontenta di rievocare con nostalgia il passato ma lo interpreta con personalità all’insegna della nostra contemporaneità.

Insomma, proprio lo stesso identico spirito della rassegna Jazz&Wine che superata l’emergenza sanitaria ripartirà con ancora maggior vigore, pronta a partire per la prima volta con un tour europeo per diffondere lo spirito interculturale del jazz che darà il suo contributo ad abbattere più rapidamente le frontiere mentali risorte con questa drammatica crisi.